Fra tutte le valli dolomitiche la Val Travenanzes è sicuramente una delle più incantevoli da visitare. La valle è lunga circa 10 km, disposta da nord a
sud e compresa fra il gruppo delle Tofane ad est, le alte cime sopra Cortina, e i gruppi delle Cime di Lagazuoi, Fanes, Cavallo e Furcia Rossa ad ovest.
L’intera valle è percorsa dal torrente Rio Travenanzes che nasce da una sorgente e da ruscelli nella testata della valle e va a formare, insieme al Rio
Fanes, il torrente Boite che attraversa Cortina e tutta la valle d’Ampezzo.
E’ proprio lungo il Rio Travenanzes che si snoda il mini trekking che percorre tutta la valle, attraverso angoli e scorci di rara bellezza anche per chi
è abituato ai meravigliosi panorami delle Dolomiti. L’itinerario qui proposto prevede la discesa dell’intera valle, partendo dal Passo Falzarego (q. 2105 m)
e raggiungendo il ponte sul Rio Fanes presso il Pian di Loa, a quota 1350 m.

Parte bassa della Val Travenanzes
Il percorso è lungo circa 12 km, con un dislivello in salita di 400 m e in discesa di 1150 m, dunque abbastanza riposante dal punto di vista dei dislivelli, ma impegnativo come lunghezza e durata, dato che richiede una decina di ore per effettuarlo e goderselo senza correre. E’ quindi consigliato ad escursionisti ben allenati e con un buon passo e, pur non presentando difficoltà tecniche, con una corretta preparazione ed esperienza ai lunghi percorsi in montagna. Per effettuare la lunga traversata è necessario disporre di due auto, una con cui raggiungere il punto di partenza al Passo Falzarego ed una da lasciare presso il ponte di arrivo al Pian di Loa. Altrimenti è necessario chiedere un passaggio per tornare al Passo Falzarego, con possibilità di dover allungare il percorso per raggiungere la strada statale n. 51 che va a Cortina nel caso presso il Pian di Loa non si trovi un’auto disponibile a dare un passaggio.
La discesa della Val Travenanzes è sicuramente uno dei più belli ed affascinanti percorsi delle Dolomiti, sia per la varietà dei paesaggi che si incontrano (pareti rocciose, valloni desertici, prati, boschi, pianori di ghiaie percorsi dal torrente, cascate, forre…), sia per il contorno di alte cime che accompagnano tutta la traversata.
Il primo tratto del percorso è tutto in salita e partendo dal Passo Falzarego raggiunge la Forcella Travenanzes, a quota 2507 m. La salita è abbastanza agevole ed avviene lungo il sentiero CAI n. 402 che attraversa in diagonale verso nord-est i ripidi ghiaioni alla base delle pareti rocciose del Lagazuoi Piccolo, la cima raggiunta dalla funivia che parte direttamente dal Passo Falzarego. Alcuni tratti del sentiero presentano dei gradoni realizzati con tronchi di legno per facilitare la salita delle ghiaie. Il tratto sottostante la forcella è piuttosto ripido e faticoso, risalendo direttamente le ghiaie, poi diviene più pianeggiante fino alla forcella. Subito a destra della forcella è possibile salire brevemente la Cima Falzarego (q. 2563 m) per traccia con un breve traverso su un pendio roccioso un po’ friabile ed esposto. In ogni caso già dalla forcella si ha una magnifica vista sulle torri e punte rocciose della costiera di Fanes e del Lagazuoi e sull’intera valle, inizialmente rocciosa e brulla e più in fondo verdeggiante di prati e boschi.

La Tofana di Rozes vista dai pressi della Cima Falzarego
Completata la fatica della salita ci si può godere la seconda parte del percorso con l’inizio della discesa della Val Travenanzes: dalla forcella proseguire lungo il sentiero n. 401-402 verso destra fin dove si biforca. Seguendo il n. 402 si raggiunge in breve la Forcella del Col dei Bos e da qui a sinistra si può seguire il sentiero n. 404 che passa al centro della valle sotto le ripide pareti della Tofana di Rozes. Se invece si sceglie di scendere lungo il sentiero n. 401 si rimane un po’ più in alto rispetto al centro della valle e si mantiene una bella vista sulla Tofana di Rozes. Il sentiero n. 401 scende comodamente le ghiaie della testata della valle, in un ambiente roccioso e piuttosto desertico, lasciandosi sulla sinistra le torri del Lagazuoi di mezzo e l’ardita e massiccia Torre Fanes.

La Torre Fanes vista dal sentiero n. 401
Dopo queste prime ore di percorso lungo un paesaggio dominato da rocce e ghiaie, a circa un terzo della valle si raggiunge un bellissimo ed ameno pianoro erboso al margine del bosco con una piccola baita di legno privata a quota 1965 m presso i ruderi della ex Malga Travenanzes. Qui si può riposare un po’ e approvvigionarsi di acqua presso una fonte.

L'ameno pianoro erboso con il Cason di Travenanzes
Dal Cason di Travenanzes si abbandona la parte superiore della vallata per iniziare la terza parte del percorso, entrando in un bel bosco di larici che si discende per il sentiero sulla sinistra con vari zig zag fino a raggiungere il sottostante Rio Travenanzes che si attraversa verso destra. Si segue ora sentiero lungo il corso del torrente che scorre su un letto di bianche ghiaie incassato fra le cime circostanti. Il sentiero si snoda fra ghiaie e pini mughi sulla destra del basso e placido torrente e in alcuni tratti tende a perdersi, ma sono presenti ometti di sassi e segnavia. In ogni caso, se si dovesse perdere la traccia, basta seguire il corso del torrente.

La bassa Val Travenanzes con i bianchi ghiaioni attraverso cui scorre il torrente
Si raggiunge il punto il cui il torrente va guadato passando sulla sua sinistra e seguendo il sentiero che rimane un po’ più in alto rispetto al suo corso. Poco più avanti si guada di nuovo il corso d’acqua e si risale leggermente alla sua destra, passando sotto le ripidi pareti rocciose che delimitano a nord la Tofana di Dentro.

ungo il corso del Rio Travenanzes con con sullo sfondo la Cima di Vallon Bianco
La valle qui compie una netta curva verso destra e si restringe, mentre il torrente si infossa sempre di più in una forra in cui diviene più grosso ed impetuoso. Costeggiando le pareti si raggiunge un costone roccioso da cui si gettano alcune cascate. Questo tratto del percorso presenta dei punti un po’ impervi che richiedono attenzione a non scivolare, alcuni passaggi presentano degli scalini di legno ed un cavetto di sicurezza. Dopo aver compiuto una svolta attraverso un affluente destro del torrente il sentiero scende attraverso il bosco al Ponte dei Cadorìs sul Rio Travenanzes.
Inizia qui la quarta e ultima parte del percorso: dal ponte parte la stradina sterrata che traversa il bosco e scende al Ponte Alto. Da questo punto si ha una bella visuale della profonda forra in cui scorre tumultuoso e spumeggiante l’azzurrino torrente che forma alcune cascatelle.

La forra del Rio Travenanzes vista dal Ponte Alto
Oltrepassato il ponte non rimane che seguire la strada sterrata (n. 10-401) che abbandona il corso del torrente e comodamente raggiunge l’ultimo ponte presso il Pian di Loa dove lo si incontra di nuovo. Qui si conclude la traversata se si è lasciata un’auto, altrimenti si deve chiedere un passaggio o proseguire per la lunga strada sterrata n. 10 fino a raggiungere la strada statale Dobbiaco-Cortina, in cui necessariamente trovare un passaggio fino al Passo Falzarego.